La mia canzone
Sono Libero
Acoustic Version · 15 maggio 2026
"Sono libero anche se sono solo
Sono vivo anche se nessuno lo sa
Tra i rumori di un mondo veloce
c'è una voce che parla per me già"
Non doveva esistere. Avevo già detto tutto nelle tele. Avevo già scritto tutto nel libro. E invece era rimasta una pagina che non riuscivo a scrivere — non perché non avessi parole, ma perché certe cose il foglio non le contiene. Serviva una voce. Un respiro. Una melodia. È nato così "Sono Libero": il capitolo che mancava al libro, e che era musica.
Le mie tele parlano di ferite riempite d'oro. Il libro parla di un bambino che ha imparato a sopravvivere. Questa canzone parla di adesso. Di cosa significa essere liberi quando per anni non lo sei stato. Di cosa vuol dire restare in piedi anche quando intorno c'è solo silenzio.
Non sono un cantante. Sono un artista. La materia, la parola, e ora anche il suono. Tre linguaggi per la stessa ferita. Tre modi per lasciare che l'arte parli al posto mio, quando io non ce la faccio a gridare.
— Valerio
Sulla voce
"Non sono io a cantare. La voce è generata dall'intelligenza artificiale. L'ho voluta così, e voglio dirlo apertamente."
Lo so che oggi la voce IA fa rumore. So che molti la guardano con sospetto. Ma per me era l'unico modo di restare fedele a quello che sono. Io non sono un cantante. Sono un artista.
Quando dipingo, non mi metto al centro: la materia parla per me. Quando scrivo, do la mia storia a chi vuole leggerla come fosse sua. Anche qui volevo che fosse così. Una voce che non fosse la mia. Una voce qualsiasi. Perché chi ascolta potesse abitarla.
Una voce di nessuno per una storia di tutti.
L'IA non è una scorciatoia. Per me è un materiale. Come l'oro nelle mie tele, come l'inchiostro nel libro. Un quarto elemento. Mio quanto gli altri.
Il video
Il testo
Crediti
Sono vivo anche se nessuno lo sa
Tra i rumori di un mondo veloce
c'è una voce che parla per me già
— Strofa I —
tra le ombre di una vita che non era mia,
mamma è morta davanti ai miei occhi,
papà in prigione e poi volato via.
Fino a undici anni strade vuote,
gli occhi che non sanno più guardare,
un orfanotrofio che diventa casa,
ma il cuore non sa dove andare.
La notte contava i miei sogni sparsi
sopra il pavimento,
ma sentivo dentro una fiamma
gridare forte contro il vento.
Anche se piango poi rinasco
Ogni ferita è un passo in più
Verso la luce che cerco lassù"
— Ritornello —
Sono libero, libero lo sai
Anche da solo io ce la farò
Il mio grido nel cielo risuonerà
Volo via da qui, più forte che mai
Sono vivo, vivo lo vedrai
Non ho bisogno di niente di più
Solo me stesso e il cielo lassù
Oh-oh-oh libero
Oh-oh-oh sono libero
— Strofa II · Adozione —
Non ero perfetto come pensavate, sì
Non ero il sogno che avevate in mente
Sono quasi rotto, strano, ma presente
Sono io, non cambio per nessuno
Sono io, difettoso ma uno
Sono io, e questo deve bastare
Sono io, o niente da portare
— Strofa III · Arte —
nelle ferite ho acceso la luce,
ogni cicatrice è diventata
una tela che mi conduce.
Ho dipinto notti infinite
con il cuore sopra la mano,
ogni quadro era un respiro
per sentirmi meno lontano.
Tra i colori ho scritto la vita,
tra le crepe ho scritto chi sono.
Se nessuno sapeva ascoltarmi,
ora urlano i quadri al mio posto.
— Valerio
Tre linguaggi, una sola voce
La materia, la parola, il suono. Tre estensioni dello stesso percorso. Scegli da dove vuoi continuare.
