“Sotto lo stesso cielo” di Valerio Zezur e i bambini de “La Nostra Famiglia”
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Realizzata dal vivo il 9 maggio 2026 presso il Centro Studi Giuseppe Parini di Bosisio Parini è la prima opera collettiva di Valerio Zezur. Sulla tela 50 × 70, lavorata con acrilico, gesso materico e interventi in foglia oro, ogni elemento figurativo è il risultato di un gesto condiviso: ogni bambino ospite dell’Associazione ha posato un segno, un colore, un dettaglio, contribuendo a costruire un giardino corale che non appartiene a un solo autore.
Descrizione
Realizzata dal vivo il 9 maggio 2026 presso il Centro Studi Giuseppe Parini di Bosisio Parini è la prima opera collettiva di Valerio Zezur. Sulla tela 50 × 70, lavorata con acrilico, gesso materico e interventi in foglia oro, ogni elemento figurativo è il risultato di un gesto condiviso: ogni bambino ospite dell’Associazione ha posato un segno, un colore, un dettaglio, contribuendo a costruire un giardino corale che non appartiene a un solo autore.
La composizione si struttura su un dualismo cromatico: la metà sinistra, percorsa da vortici di blu cobalto, turchese e bianco, evoca un cielo o un’acqua in movimento; la metà destra, dominata da lavanda e viola caldi, costruisce uno spazio più intimo, quasi una stanza interiore. In questo paesaggio bipartito convivono quattro presenze vegetali e animali, ciascuna investita di un valore emotivo specifico:
— al centro, una grande rosa a spirale in rosso, ocra, giallo e bianco, costruita per cerchi concentrici che richiamano la stratificazione della memoria: il fiore come tempo, come ritorno, come ferita che diventa forma;
— in basso a sinistra, un girasole giallo con cuore verde-oro, dipinto su sfondo blu profondo, segno della luce che cerca direzione anche dentro al buio;
— al centro in basso, un fiore rosso fiamma (tulipano-papavero) che si erge isolato su un costone viola, contornato da volute dorate: figura della singolarità, della verità che brucia, ricorrente nel lessico iconografico dell’artista;
— a destra, una farfalla verde scuro e oro, immobile sopra il fondo lavanda: presenza simbolica della trasformazione, dell’attraversamento, della libertà conquistata dopo la metamorfosi.
L’oro – elemento ricorrente nella produzione di Zezur – non è qui ornamento ma cucitura: lega tra loro gli interventi dei diversi autori, riconoscendo a ciascun gesto la dignità della preziosità. Il gesso, lavorato in spessori variabili, costruisce la matericità tattile che caratterizza tutta la ricerca dell’artista, ma in Fioritura perde l’asprezza cicatriziale di altre opere per farsi superficie accogliente, terreno fertile.
L’opera è stata donata all’Associazione La Nostra Famiglia – fondazione attiva dal 1946 nella riabilitazione delle persone con disabilità in età evolutiva, e sede dal 1985 dell’IRCCS Eugenio Medea – dove resterà a disposizione delle diverse sedi nazionali. È il primo lavoro di Zezur in cui la pratica autobiografica si apre a una scrittura corale, costruita non sul dolore ma attraverso le mani di chi quel percorso lo abita quotidianamente.
Informazioni
OPEREOgni opera di Valerio Zezur nasce da un’emozione che prende forma nella materia.
Nulla è riproducibile, perché ogni gesto, ogni colata di gesso, ogni graffio o segno di spatola racconta un istante irripetibile.
L’oro, la sabbia, la colla e gli acrilici diventano una lingua silenziosa attraverso cui Valerio traduce ricordi, paure, forza e rinascita.
Le opere vengono realizzate a mano, con tecniche polimateriche e processi che combinano scultura e pittura, dando vita a superfici dense e vive.
Ogni tela è accompagnata da Certificato di Autenticità numerato e firmato, che ne attesta l’unicità e la provenienza.
L’acquisto di un’opera di Valerio Zezur non è solo una scelta estetica, ma un incontro emotivo: un frammento di verità, di vita e di luce che si fonde con chi la osserva.
CONTATTI & INFO Telefono e Whatsapp: +39.379.1502276 email: info@valeriozezur.it




